Bersani non "rottama" e critica il governo sulla legge di stabilità

Rottamazione, legge di stabilità, crisi, legge elettorale. Sono questi i temi toccati dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, al suo arrivo nella sede di Confcommercio. "Rinnovare sì, ma rottamare è una parola sbagliata – ha esordito Bersani - Ho letto che scaricherei, caccerei… Ma io ho detto una cosa chiara: i deputati non li deve nominare né Berlusconi, nè Grillo, nè Renzi". Ascolta il commento di Claudio Cerasa
22 AGO 20
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Rottamazione, legge di stabilità, crisi, legge elettorale. Sono questi i temi toccati dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani, al suo arrivo nella sede di Confcommercio.

Rottamazione. "Rinnovare sì, ma rottamare è una parola sbagliata – ha esordito Bersani – Ho letto che scaricherei, caccerei… Ma io ho detto una cosa chiara: i deputati non li deve nominare né Berlusconi, né Grillo, né Renzi", ha spiegato il segretario del Pd. “Io lo conosco bene (D’Alema, ndr) – ha aggiunto Bersani – sul concetto di rottamazione combatterà fino alla morte, sul concetto di rinnovamento invece c'è. Faremo il rinnovamento lavorando tutti assieme", ha infine concluso.

Legge di stabilità. "Le regole sui tre mandati ci sono e vanno rispettate: guarderemo, vedremo. Ho già detto al governo che visto che se non ci si è parlati prima toccherà parlarsi dopo", ha dichiarato Bersani che poi commentando le ultime misure prese dal governo al riguardo ha aggiunto che “non accetto che ai ceti popolari gli metti un euro in una tasca e gliene tiri via uno e mezzo o due dall'altra. E l'Iva è un modo molto efficiente per tirarlo via. Bisogna fare una riflessione vera, non possiamo scherzare. Bisogna aiutare la domanda interna" perché “la percezione delle famiglie è che (nella crisi) ci si stia entrando". "Gli effetti della recessione arrivano a cascata – ha precisato il segretario del Pd – la vita normale della gente percepisce che siamo entrati in una situazione molto difficile".

Legge elettorale.
"Le preferenze sapete quanti problemi mi risolvono?” ha esordito Bersani parlando delle legge elettorale e del suo travagliato iter, “le primarie per i deputati, i giovani: mi risolve tutto, sono a nozze. Ma – ha poi sottolineato - penso all'Italia prima di tutto e quindi mi caccerò nei problemi io, ma almeno facciamo una cosa che poi non ci pentiamo il giorno dopo”. E quindi “una ragionevole premialità e poi si parla di preferenze: ma se la prossima legislatura riparte nel fango che facciamo? Si perde un altro giro. Io sono per i collegi, c'è più trasparenza". Infine ipotizzando uno scenario incerto post voto, il segretario del Pd ha detto che "Se nessuno dirige il traffico e la sera delle elezioni non c'è un vincitore, si deve tornare a votare dopo otto mesi". Ai tanti che ipotizzano un Monti bis figlio di uno scenario “balcanizzato e frantumato” figlio della legge elettorale “dico no”, perché da quella situazione “non viene fuori un Monti bis, ma Grillo. Che sia chiario – ha concluso Bersani – dalla palude vien fuori la palude”.
Ascolta il commento di Claudio Cerasa